martedì 7 maggio 2013

27. NUCCIA TOLOMEO: IX CONVEGNO DIOCESANO - 27.01.2013

CRONACA DEL IX CONVEGNO DIOCESANO SULLA SERVA DI DIO NUCCIA TOLOMEO
Commemorata nella chiesa del Monte a Catanzaro
Nuccia Tolomeo: una donna sotto la croce di Gesù.
Presieduta da Mons. Cantisani la concelebrazione eucaristica
dopo la rievocazione filmata di alcuni pensieri e momenti di vita
di Guido Mauro 
Padre Pasquale Pitari introduce il convegno
Numerosi sono stati i fedeli che nel pomeriggio di domenica 27 gennaio sono convenuti nella chiesa del Monte a Catanzaro per ricordare insieme Nuccia Tolomeo nel 16° anniversario del suo beato transito alla Casa del Padre, dopo quasi 60 anni di vita vissuti umilmente e fiduciosamente ai piedi della Croce di Gesù, sua inesauribile fonte di gioia e di serenità nel suo difficile percorso terreno. La commemorazione si è svolta in due fasi: nella prima P. Pasquale Pitari, postulatore della causa di beatificazione di Nuccia, ha indicato ai presenti la specificità del suo stile di vita e, con l’aiuto di diapositive e filmati elettronici, ha proposto alcuni pensieri ed alcune esperienze di questa donna di Catanzaro, forte nella sua debolezza; nella seconda S.E. Mons. Antonio Cantisani ha presieduto la concelebrazione eucaristica (con molti padri cappuccini) e nell’omelia ha ben delineato gli aspetti fondamentali della solida spiritualità cristiana di questa nostra sorella.







Nel corso della S. Messa è stata presentata la “Positio”, 
La Positio

cioè lo stato dei documenti oggi disponibili, necessari per la richiesta di avvio della causa di beatificazione alla Santa Sede: si tratta delle varie testimonianze di grazie concesse dal Signore per intercessione di Nuccia Tolomeo.
L'Assemblea
«Che ha fatto di straordinario questa donna per essere santa?» ha chiesto P. Pasquale all’inizio del suo intervento. E, rispondendo alla domanda che chiunque potrebbe rivolgere a chi l’ha conosciuta e vuole far conoscere la sua specificità unica e irripetibile, il Padre cappuccino ha risposto che Nuccia ha vissuto in pienezza il suo Battesimo in Cristo, cioè ha offerto se stessa per gli altri, ha offerto la sua sofferenza per la guarigione degli altri; fisicamente immobile, sempre circoscritta nella stessa stanza, Nuccia ha saputo dare al proprio sguardo una estensione universale e alla sua sofferenza un profondo significato, quale umile e sereno contributo alla Passione di Nostro Signore per la Redenzione di ogni persona umana e di tutto il creato. Per la grande abbondanza dei meriti di questa donna, vissuta sempre sotto la croce di Gesù, tutti noi possiamo imparare da lei e attraverso di lei implorare ogni grazia divina. Dalle sue preghiere e dai suoi pensieri emergono l’accettazione della sofferenza e la gratitudine al Signore per la gioia e la pace interiore, per l’affetto dei familiari e degli amici e per tutto quanto contribuiva a farla sentire una persona viva nel segno dell’Amore. «Amare – diceva Nuccia – vuol dire donare, dare qualche cosa, dare se stessi in cambio di niente; ognuno è un dono di Dio per gli altri e anch’io, con la mia sofferenza, sono un dono di Dio per accompagnarvi nel cammino verso il cielo tra le varie difficoltà della vita terrena e continuerò ad amarvi oltre la vita. Le persone che amo non muoiono mai».
Sullo schermo appositamente allestito nella chiesa tutti i fedeli presenti hanno poi potuto vedere, dopo 24 anni, alcune scene della visita di Mons. Cantisani a Nuccia Tolomeo, che l’Arcivescovo andò a trovare a casa l’8 aprile 1989, e ascoltare la voce di Nuccia nei momenti di fiduciosa preghiera al Signore, «che mai abbandona i suoi figli».


OMELIA DI MONS. CANTISANI (su gloria.tv)

Nel corso dell’omelia l’Arcivescovo emerito ha rilevato con forza la particolare grazia concessa dal Signore alla nostra città e l’attualità della presenza reale e misteriosa di Nuccia, che sta oggi qui tra di noi a spiegarci la Parola del Signore appena ascoltata, tratta dal Vangelo di Luca. Si tratta di un passo molto significativo, nel quale Gesù, proclama a Nazaret la sua identità di Messia e la sua missione di liberazione dell’uomo da ogni forma di schiavitù che ostacola o blocca la sua azione; la salvezza integrale, che Egli ha avuto dal Padre la missione di annunciare per la gioia e la vita piena di ogni persona umana, comporta e determina un costante impegno la giustizia e la pace. «Oggi si è compiuta la Scrittura che avete udito» aveva detto Gesù ai suoi ascoltatori nel tempio, suscitando in loro stupore, sdegno e rifiuto e dando inizio a quel percorso di vita, accettato consapevolmente e fedelmente, che lo avrebbe portato alla condanna a morte e alla crocifissione sul Calvario per la salvezza dell’umanità. E anche oggi, ai nostri giorni, si è compiuta in Nuccia quella Parola eterna di Dio, che annuncia sempre il felice connubio tra l’Amore e la Sofferenza, dal quale traggono origine frutti grandiosi di grazia e di salvezza. Dalla vita di Nuccia emerge più che mai eloquente il commento al brano evangelico sulla missione di Gesù, con alcuni importanti e preziosi insegnamenti: la centralità di Cristo, Figlio di Dio ed unico Salvatore, la sapienza del cuore e l’accettazione della sofferenza.
Il Coro "Santissima Trinità"
Nuccia accettò di affidarsi e consegnarsi totalmente a Gesù, con una fede rinnovata giorno per giorno e con un amore ardente per gli altri, perché nessuno morisse di freddo e andasse perduto; con la sapienza del cuore Nuccia si adoperò ad impiegare bene il tempo concessole da Dio e lo fece avvicinandosi a Lui, contribuendo con le sue preghiere e i suoi consigli spirituali all’edificazione del Suo Regno ed elevando il livello della propria ed altrui vita cristiana ordinaria; con l’accettazione della propria sofferenza fisica e della propria immobilità, Nuccia sperimentò nella storia del XX secolo la capacità di amare col cuore di Dio, che in Gesù Cristo Crocifisso e Risorto ha rivelato in modo sconvolgente tutto il suo Amore eterno, profondo, sconfinato e onnipotente verso l’umanità, chiamata alla gioia della fraternità universale.
Al termine della gioiosa celebrazione, resa più suggestiva dalle note di musica sacra, i fedeli hanno potuto accostarsi ad alcune reliquie di Nuccia Tolomeo, esposte per la venerazione e la preghiera.                                                                                                                        Guido Mauro

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